| Roma, 9 novembre 2010 - Intervento di Renato Zero |
|
Appena l'uomo si accorge che qualcosa o qualcuno, su questo pianeta, si permette delle evoluzioni a lui sconosciute o troppo ardite, è subito guerra. Se l'uomo fosse stato in grado di volare, voi credete che il suo senso di impotenza si sarebbe placato? Io penso di sì. Peccato, perché la sua mente ed il suo spirito, da soli, sarebbero stati in grado di muoverlo ovunque. Se solo non avesse avuto questa mania di vedere nemici dappertutto. Persino in sé stesso. Salvare la vita di un volatile è qualcosa di più di un gesto di carità. E' un atto dovuto a noi stessi. Per la nostra stessa preservazione. Nel rispetto dei traguardi raggiunti. Consentendo ai nostri figli, di credere e lavorare per un mondo più giusto di questo. Io dovetti imparare a levitare molto presto, per sfuggire all'aggressività di certi predatori, ai quali dava sui nervi la mia particolare conformazione. Quella postura eretta e fiera. Caratteristiche che solo un'aquila reale possiede. Io, quando ne ho voglia, salgo. Per un giro di ricognizione. Per ossigenarmi i pensieri. Ma più che altro per sentirmi come loro. Leggero. Libero. E padrone di me.
|