| Milano, 13 maggio 2010 - Intervento di Vittorio Feltri |
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Dopo l'intervento del ministro Brambilla, l'intervento del professor Veronesi e della scrittrice Susanna Tamaro, arriva un giornalista e il rischio è che il convegno vada in #, però, siccome la #, diciamo così, ci sta nel tema, accettate anche il mio di intervento. E vorrei cominciare con una testimonianza: il ministro Brambilla non è diventata animalista adesso che sta al governo e quindi ha bisogno sempre più di sostegno e di popolarità. Lo è sempre stata, e io questo lo posso dire perché so che casa sua (noi siamo tutti contro gli zoo, lei, però, devo dire, che ne ha uno a casa sua, senza gabbie, e questo è un grande merito) è uno zoo, e questo dimostra che l'amore per gli animali non è soltanto un argomento per farsi belli in salotto, nel caso della Brambilla è una pratica quotidiana. Poi, vorrei dire una cosa che mi sta molto a cuore: si fanno tante battaglie, devo dire quasi tutte perse, anzi, tutte perse, per impedire la caccia. Quindi io veramente caldeggio una bella campagna a favore dei pesci. Da notare che quando si vede in televisione la classica cassetta col pesce ancora vivo che viene mostrata con orgoglio dal commerciante alle telecamere e tutti che si divertono, ci sono anche dei programmi speciali durante i quali il giornalista -c'è sempre di mezzo un giornalista-, prende il pesce per la coda e lo mostra. Il pesce sbatte e tutti: "Ah, che bello il pesce fresco!". Addirittura la sofferenza diventa spettacolo, e questo credo che sia intollerabile. Così come è intollerabile quando si assiste a cose terribili nei ristoranti, per esempio: tu entri e c'è un acquario con un'aragosta e il proprietario dice: "Vuole questa?" e tutti fanno festa. L'aragosta viene estratta viva e infilata in un pentolone con l'acqua bollente e muore così. A me sembrano pratiche barbare che vanno contro il desiderio che abbiamo tutti di un minimo di civiltà. Siccome la civiltà di un paese si misura anche attraverso queste cose, noi dobbiamo cercare di, come qualche tentativo è stato fatto, impedire che le aragoste facciano questa fine. Un'ultima cosa, una raccomandazione ai pubblicitari: non so se avete notato, da qualche tempo si vedono degli spot sempre più frequenti con degli animali che inseguono altri animali e l'animale inseguitore di solito dà una bella incornata all'inseguito, e a un certo punto esce una BMW, che non ha nessuna attinenza. Allora, ricorrere agli animali anche per la pubblicità, per pubblicizzare e reclamizzare i prodotti, trovo che sia orrendo e anche in questo campo dobbiamo intervenire. Quindi, chiunque avesse bisogno di una pagina di giornale, magari proprio non tutta, per segnalare cose meritevoli di essere pubblicate (e che cosa intendo per meritevoli? Cose che non siano luoghi comuni, cose già dette mille volte) io non solo accetto, ma cerco di stimolare la vostra collaborazione, perché se gli animalisti, al di là delle loro idee politiche, hanno un obiettivo comune, devono aiutarsi l'un l'altro. Io mi metto a disposizione, il ministro Brambilla lo sa. E devo dirvi una cosa: se uno non ama gli animali, come farà ad amare, non so, una zia? Per me è incomprensibile. Oppure tu entri in metropolitana li guardi e dici: "Questi li devo amare". Io non ci riesco, mentre i gatti li amo tutti.
(questo testo è la trascrizione dell'intervento tenuto da Vittorio Feltri alla Giornata per la Coscienza degli Animail, il 13 maggio 2010) |