| Milano, 13 maggio 2010 - Intervento di Michela Vittoria Brambilla |
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Quando si parla di coscienza, la mente vola immediatamente alle sfere più alte e preziose dell'essere umano. La coscienza è quel nucleo primordiale che all'interno di ogni essere indirizza l'esistenza al bene. Lo stesso termine, però, può essere usato in una diversa accezione, ossia come "consapevolezza" di ciò che accade intorno e dentro noi stessi. Ed è con questo duplice significato che nasce qui oggi "La Coscienza degli Animali". Nove interpreti di questa coscienza, ognuno con la forza della propria affermazione professionale ed umana, che vogliono dare voce a chi voce non ha.
L'idea è venuta a me e ad Umberto Veronesi: confrontandoci su un tema che ci sta molto a cuore, quello della tutela del benessere e dei diritti degli animali, abbiamo cercato di trovare le ragioni per le quali ancora oggi nel nostro paese, un grande paese sotto moltissimi punti di vista, si compiono abusi e crudeltà sugli animali. Eppure una famiglia su tre possiede almeno un cane o un gatto. Eppure il 90 per cento degli italiani dichiara di amare e rispettare gli animali. Abbiamo concluso che, nel grande e indispensabile cambiamento culturale che stiamo attraversando, le bravissime associazioni di tutela animale sono state lasciate troppo sole. Occorreva dunque che tutta la società scendesse in campo per difendere gli animali, con una decisa azione promossa da alcuni importanti esponenti di differenti contesti professionali e sociali che, sulla carta, nulla avevano a che fare con loro. Per questo oggi vi presentiamo il Manifesto de "La Coscienza degli Animali" per raccogliere la vostra adesione e perché sia sottoscritto da tutti quei cittadini che, come noi, credono che gli animali nascano uguali davanti alla Vita e per questo abbiano il diritto di essere rispettati. Come proseguiremo sulla strada dell'abolizione degli zoo, nei quali gli animali sono costretti a trascorrere la propria esistenza dietro le sbarre, in spazi angusti, umiliati rispetto alla propria natura che li ha creati liberi e ridotti all'ombra di loro stessi. E lo stesso vale per i circhi. "Le cirque du soleil", il grande circo canadese, ha dimostrato che si possono realizzare meravigliosi spettacoli senza obbligare gli animali ad esibizioni vergognose. Per non parlare dei metodi cruenti di addestramento ai quali sono sottoposti e delle condizioni in cui vengono trasportati. Ma il problema non riguarda solo le tigri o gli elefanti. Sono milioni i bovini, i maiali, i cavalli e gli altri animali allevati ogni anno per finire sulla nostra tavola, che trascorrono la loro breve esistenza in allevamenti nei quali gli è spesso impedita persino la libertà di movimento. Li vediamo passare in autostrada su camion, ammassati, senza né cibo né acqua per giorni. Per non parlare della strage degli agnelli e dei capretti che ogni anno si verifica nel nostro paese. Quasi 6 milioni di cuccioli uccisi con metodi cruenti perché questa è la tradizione. Io vi annuncio che chiederò al Governo di porre fine alla macellazione rituale che prevede lo sgozzamento dell'animale. Una pratica sanguinaria, che impone indicibili sofferenze alle vittime e la morte per dissanguamento. Secondo noi, l'Italia dovrebbe dotarsi di uno strumento legislativo che metta fine a questa strage: è un doveroso atto di civiltà. Lo stordimento dell'animale prima dello sgozzamento dovrebbe essere obbligatorio ed effettuato da veterinari e personale specializzato. Questa proposta di legge è già pronta, perché non ci può essere tolleranza nei confronti di simili crudeltà, compiute con il pretesto di una pratica religiosa che un paese civile come il nostro non può accettare. Ma le cose devono cambiare anche per gli animali domestici. Il maltrattamento di animali e l'abbandono rappresentano due grandi vergogne del nostro paese. Se un passo avanti è stato fatto nel 2004 con l'inserimento nel codice penale del titolo "dei delitti contro il sentimento umano verso gli animali", il prossimo passo dovrà essere quello di tutelare gli animali in quanto tali, ossia in quanto esseri viventi e senzienti, capaci di provare dolore e sofferenza come gli umani, e non come mero oggetto di sentimenti dell'uomo. Questa grande opera di crescita civile e culturale credo che sia il dovere di ogni cittadino. Il mandato istituzionale ricevuto mi delega alla promozione e salvaguardia dell'immagine dell'Italia nel mondo. Se consideriamo la forte sensibilità di altri Paesi, anche quelli più vicini a noi, verso queste tematiche, ci rendiamo conto di quanto sia necessaria un'inversione di rotta. Gli episodi di cronaca tristemente famosi all'estero, relativi allo stato di degrado in cui vivono i nostri animali, sono moltissimi. Quanto accaduto in Sicilia lo scorso anno e una lunga serie di episodi come la petizione, che ormai gira online, che trae origine da una lettera di protesta di alcuni turisti stranieri recatisi in Sardegna, ne sono un esempio. Quei turisti, preso atto dell'imponenza del fenomeno del randagismo e delle penose condizioni in cui versavano numerosissimi cani presenti nella zona visitata, hanno deciso di non venire più in Italia e di non acquistare più prodotti italiani. Come Ministro del Turismo ho, quindi, intenzione di promuovere ogni azione necessaria a sostenere ed incrementare un cambiamento culturale verso la costruzione di una nazione "animal and pet friendly" a 360°. Concludo ricordando che tutte le grandi anime illuminate, da San Francesco d'Assisi a Gandhi, da Goethe ad Immanuel Kant, da Leonardo da Vinci ad Arthur Schopenhauer, da Albert Einstein a Victor Hugo, solo per citarne alcuni, amavano gli animali e li rispettavano, considerandoli all'interno di un più vasto amore per tutte le creature viventi. Ringrazio quindi gli insigni amici che sono scesi in campo per essere la coscienza degli animali. Ringrazio i media che vorranno diffondere il nostro manifesto e in particolare Antonio Ricci ed Edoardo Stoppa per il loro quotidiano impegno contro il maltrattamento degli animali. |